Domenica 22 dicembre la Sala Negrini ha ospitato il tradizionale pranzo di Natale del Gabbiano che, quest’anno, ha potuto contare anche sulla presenza degli operai che stanno rendendo concreto il sogno chiamato Progetto Gabbiano 2000. Il pomeriggio è trascorso all’insegna dell’allegria e dopo il pranzo, cucinato dal bravissimo cuoco Augusto Celata (e famiglia), si è tenuta l’immancabile tombola che ha coinvolto tutti. Quello che emerge da una giornata come questa è l’estrema naturalezza con cui persone diverse l’una dall’altra hanno trascorso insieme il pomeriggio. E’ sembrato naturale che operai del Marocco, dell’Egitto e del Libano si trovassero ad ascoltare un non più giovanissimo signore italiano che intona canzoni degli anni ’40, o un attore professionista che declama una poesia in dialetto milanese. Ed è sembrato naturale scoprirsi a ridere mentre un o degli operai stranieri si esibiva in numeri da autentico cabarettista. Sullo sfondo le risate e i commenti felici dei ragazzi disabili. Il diverso può avere il volto di un italiano per un extracomunitario o viceversa. Può avere le movenze di u n handicappato. In questa domenica pomeriggio la diversità è diventata un territorio da scoprire. Con curiosità. Con la sensazione di trovarsi, comunque, ciascuno a casa propria.
Giampiero Remondini